Il progetto / The project
ITALIAN (BELOW ENGLISH)
Il rapporto tra espressione letteraria scritta, intesa in senso lato, e le rappresentazioni cartografiche appare una presenza costante nella storia della letteratura. Con Omero che si colloca agli esordi della narrazione scritta, già nell’Iliade appare una componente geografica e cartografica. Il catalogo delle navi è stato definito una sorta di trattato di geografia regionale ma nell’ampio episodio della costruzione delle armi di Achille Efesto, dio dei metalli, si configura come un abile cartografo, e lo scudo di Achille diviene il supporto materiale sul quale delinea una complessa cosmologia che riprende modelli archetipici della descrizione geografica modulando sapientemente scale diverse e contenuti legati alla descrizione territoriale. La successione concentrica delle fasce ha significative assonanze con le caratteristiche di alcuni reperti di età preistorica. Questi reperti, provenienti da aree geografiche assai distanti tra loro, sono state attentamente analizzati da Catherine Delano Smith, nell’ambito del primo volume della History of Cartography avviata nel 1987 da John Brian Harley e David Woodward.
La presenza di riferimenti alle rappresentazioni cartografiche nella letteratura, ad un’analisi campione con scelte del tutto casuali, appare con una significativa frequenza. L’obiettivo di questo progetto è quello di avviare un censimento di questi casi mettendo a disposizione i primi risultati di questa ricerca e, nello stesso tempo, di sollecitare ulteriori contributi, così da realizzare un database tematico.
Il contento prevalente è dunque costituito da una serie di riferimenti bibliografici e di brevi estratti e citazioni. La scelta non ha altri criteri che quelli di un esplicito, o talvolta sottinteso, riferimento alla rappresentazione cartografica. La tipologia dei riferimenti è assai vasta, sia nelle dimensioni quantitiative sia nel senso e nel significato che le “carte” assumono nel testo. Si va da brevissime citazioni, senza particolare importanza nel contesto dell’opera, a testi per i quali le rappresentazioni cartografiche assumono il ruolo di protagoniste. Il caso probabilmente più noto è quello de L’Isola del Tesoro. “Guardando la mia mappa dell’isola del tesoro, i futuri personaggi del libro cominciarono ad apparirmi nascosti dalle fronde di boschi immaginari; i loro volti abbronzati e le loro spade luccicanti mi sbirciavano dagli angoli più inaspettati mentre andavano e venivano, impegnati nel loro combattimenti e nella caccia al tesoro all’interno di quei pochi centimetri di proiezione piana. E prima che me ne potessi accorgere mi ritrovai a scrivere una lista dei capitoli su un foglio di carta". Così scrive Stevenson, sottolineando come “la mappa è stato l’elemento più importante della trama”. Ma già nella prima raccolta fin qui condotta, sono emersi altri casi nei quali il ruolo della “carta” assume un consistente rilievo, come nel caso del racconto di Morike oppure nel romanzo La carta sferica di Arturo Peréz Reverte.
Sono deliberatamente escluse tutte le opere strettamente scientifiche di tipo geografico e cartografico, concentrando l’attenzione sulle opere letterarie, in prosa o in poesia, ma anche su saggi scientifici non “disciplinari” nei quali sono presenti riferimenti alle “carte”, o come fonti o come “metafore”, dove dunque la delineazione “spaziale” costituisce una metafora, un modello espositivo od euristico per esporre, sostenere, rendere più esplicite o comprensibili tesi scientifiche. Un esempio per tutti è quello del neurologo Antonio Damasio che in un saggio dedicato al funzionamento della mente impiega una modalità di analisi ed espositiva che poggia anche su di un livello “spaziale”.
Sono inoltre inseriti alcuni riferimenti bibliografici e citazioni nei quali emerge un’attenzione alla “geografia”, più che alle “carte”, ma che sono apparsi comunque significativi per evidenziare l’attenzione dell’autore ai temi di natura “geografica”.
Le singole schede per autore sono rese già disponibili anche se non complete nella loro struttura definitiva. L’obiettivo è quello di una scheda che assembli un breve abstract dell’opera, la citazione in lingua italiana, nella lingua originale, quando questa non è l’italiano, e in inglese, quando non si tratti della lingua originale. La ricerca per il completamento delle schede presentate e per l’acquisizione di nuove schede è un’attività “in progress” e qualunque contributo esterno sarà preso in considerazione e, se pertinente, inserito nel database.
Nella maggioranza dei casi le schede sono l’esito di uno spoglio completo dell’opera citata. In caso contrario, un asterisco a fianco del titolo segnala che non è stato compiuto lo spoglio completo dell’opera.
Accompagna la serie di schede relative a citazioni una prima, del tutto parziale, bibliografia che individua alcune fonti nelle quali è già stato indagato, a partire da differenti approcci disciplinari, il complesso rapporto tra letteratura e carte.
Potenziali sviluppi potrebbero risiedere nell’inserimento di immagini: sono numerose le opere, a partire dalla stessa Isola del Tesoro, nelle quali l’autore ha inserito vere e proprie rappresentazioni geo-cartografiche. Al momento queste sono segnalate nell’abstract, ma potrebbero diventare una sezione dedicata ad una galleria di immagini collegate all’opera di riferimento.
Dipartimento di Discipline Storiche
Corso di Laurea in Scienze Geografiche
Università degli Studi di Bologna
ENGLISH
The relationship between written literature and maps seems an unchanging presence along the all history of literature. Since one of the first appearance of written narrative, the Iliad of Homer, we find geographical and cartographic elements. The “ship’s catalogue” has been defined as an essay of regional geography of Greece. In the long description of the forging of the weapons made for Achilles, Hephaestus, the god of metals, seems a skilful cartographer. The shield is the basis on which Hephaestus engraves a complex cosmology where the geo-cartographic description ranges from small to large scale. The concentric sequence of belts has evident likeness with the feature of some “cartographic” findings of the prehistoric periods. Some of these findings, from different geographic areas, have been carefully studied by Catherine Delano Smith in the first volume of the History of Cartography (J. B. Harley, D. Woodward, eds., 1987 ).
A sample analysis points out a frequent presence of “maps” in literature. The long-term aim of this project is to realize an open, cooperative and “in progress” database of quotations. Here are the first results of our search and every collaboration will be welcome. The content is mainly made up of short or long quotations with an explicit, or sometimes not, reference to “maps”. Most of them are short and often with a little importance within the text. Otherwise “maps” play a role of protagonist. We have on purpose excluded to quote from contemporary scientific (geographic or cartographic) essays. The attention is mainly on written literature: prose or poetry. We have included too quotations from not disciplinary (geographic or cartographic) scientific essays where we found references to “maps” as sources, metaphors or models and to “mapping” in order to expose or explain a scientific thesis (as example see Damasio). We have furthermore added quotations from “classics”, where the distinction between literature and scientific essays is not working, and quotations where the authors have an evident attention to “geography”.The aim is to have, for every quotation, a short abstract of the text in which it is present, the quotation in Italian and in the original language, if it isn’t Italian, and in English, if it isn’t the original language. In most of the cases the texts have been completely analysed, if not we have added an * to the quotation. If within the original text the author has added images of map, we indicate it in the abstract, in the future the images could be linked to the quotation. We are preparing a bibliography where collect references where, from different disciplinary points of view, the authors have studied the complex relationship between literature and maps. Every pertinent contribution to complete the existing references or to add new will be welcome.


